Gli Studenti della 4AS del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Niscemi presentano un viaggio attraverso secoli di storia, dalla contrada Petrusa alle radici della nostra identità culturale.
Questo sito nasce dal Progetto Pilota dell'Università UniRoma3
con focus
sulla sostenibilità ambientale e culturale.
La classe 4AS ha scelto di rivalutare il sito archeologico di Petrusa per dimostrare che anche il nostro territorio possiede elementi degni di essere celebrati, contrastando la visione errata di Niscemi come dimensione priva di storia e futuro.
Fonti online e la Biblioteca Comunale non più accessibile perchè in zona rossa a causa della frana del recente Gennaio 2026.

Reperti dal sito archeologico


Visite autorizzate sul campo
Testimonianze dirette da cittadini ed esperti locali

Mansio romana, mutatio e complesso termale
Scavi storici e reperti dal 1900 ad oggi
Scavi tradizionali fino al 2000. Ipotesi di indagini future: attraverso prospezioni geofisiche: Magnetometria, Georadar
Modellazione 3D e analisi GIS (Geographic Information System) del territorio
Analisi di testi scritti anche da autori locali . Schedatura e analisi della documentazione latina
La contrada Petrusa testimonia una presenza umana ininterrotta attraverso i secoli, rivelando un centro abitato multifunzionale che si è evoluto dal III secolo a.C. fino all'epoca bizantina.

In alto il tracciato dei resti dell'antico itinerario romano, via interna ,da Agrigento per Calvisiana (Petrusa) Nibbe, Acris, a Siracusa. (Tratto da "Storia di Niscemi" di Angelo Marsiano - Lions Clubs di Niscemi -1991-92)
Capanne scavate nella roccia e necropoli con grotticelle artificiali. Prime testimonianze di insediamento umano con strumenti in bronzo del ripostiglio di Niscemi.

Asce , cuspidi di lancia , pugnali,e altri strumenti,fanno parte del così detto ripostiglio di Niscemi. Conservato nel Museo archeologico di Siracusa (disegno di Gaspare Ragusa)
Centro greco con funzione militare strategica. Acropoli, santuari e abitazioni su terrazzamenti, in stretto contatto con Agrigento.

Lucerna ellenistica tipica pagana a vernice nera dagli scavi in contrada Petrusa (Museo archeologico di Gela)
Corredi tombali rinvenuti in un sepolcreto di contrada Petrusa, messo in luce da Paolo Orsi. Piatti in terra sigillata aretina e lucerne con ansa plastica.

Piatto in terra sigillata aretina e lucerna con ansa plastica esposti al Museo archeologico di Gela
Epoca romana imperiale. Mansio e mutatio per viaggiatori sulla via da Agrigentum a Syracusae. Complesso termale con calidarium e tepidarium.

Frammento di tegola con impresso il bollo GALBA (Isecolo d.C.) proveniente da una villa rustica romana , conservato nel museo di Gela
Continuità dell'insediamento agricolo fino al periodo bizantino, parte della rete di sfruttamento territoriale.

La Petrusa di Niscemi è situata a circa 1 Km dall'attuale Niscemi. L'area era un distretto agricolo e , probabilmente, anche industriale, strategico, grazie alla fertilità della piana bagnata dal fiume Maroglio, via fondamentale per il trasporto del frumento verso la costa e alla presenza dell'argilla all'interno dei calachi, materia prima per la produzione di laterizi.
Focalizzando la ricostruzione storica del sito archeologico di Petrusa nel periodo romano distinguiamo fondamentalmente due periodi . Dai ritrovamenti e dalle relazioni degli esperti è possibile ipotizzare quanto segue:
In questo periodo, Petrusa è probabilmente una "Villa Rustica" legata al patrimonio della famiglia dell'imperatore Galba. La funzione principale è la produzione intensiva di grano in un'epoca in cui la Sicilia è il granaio di Roma .



Foto fatte dagli studenti nel corso della visita del sito archeologico: Resti della mansio visibili in superficie e i due pilastri che indicano probabilmente l'ingresso alla stazio.
Sotto la gens Calvisia, il sito subisce una trasformazione, che secondo le tendenze dell'epoca . La villa diventa il centro amministrativo di un latifondo immenso secondo lo storico locale Rosario Disca. Infatti la sua posizione, a circa 1Km dall'attuale Niscemi e all'interno del territorio della Plaga, la rendeva il luogo ideale per la sosta dei viaggiatori, configurandosi come un vero e proprio agglomerato urbano di servizio al latifondo (Stazio e Mansio).
Le fonti che attribuiscono il sito di Petrusa alla Gens Calvisia e lo inquadrano all'interno della Plaga Calvisiana sono di natura sia archeologica che bibliografica, legate in particolare agli studi sulla topografia antica della Sicilia centro-meridionale.
Ecco le principali fonti e i riferimenti documentali:
Fonti Archeologiche (Bolli Laterizi)
La prova più diretta del legame con la famiglia dei Calvisii è il ritrovamento di materiale da costruzione bollato:
Questi reperti indicano che, nel corso del III secolo d.C., la proprietà della villa e dei relativi opifici (le fabbriche di mattoni) era passata alla Gens Calvisia, una famiglia di rango senatorio che diede il nome all'intero distretto agricolo.
Il disegno sottostante è tratto dalla pubblicazione della Dott.ssa Panvini. Illustra il cuore della terma. Le Foto sono state fatte dagli studenti nel corso della visita del sito archeologico. Resti della mansio visibili in superficie .



Fonti Bibliografiche e Studi Accademici



Reperti e Strutture nel Sito
Oltre ai reperti le caratteristiche architettoniche rinvenute supportano l'attribuzione a una fase di grande splendore (III secolo d.C.) riconducibile alla Gens Calvisia:
Complesso Termale: Gli scavi condotti tra il 1996 e il 2000 hanno riportato alla luce un sistema di calidarium e tepidarium con suspensurae (pilastrini per il riscaldamento), tipico delle grandi ville latifondistiche di epoca tardo-imperiale.
Area di sosta gestita dallo Stato per viaggiatori lungo l'Itinerarium Antonini e la Tabula Peutingeriana.
Stazione per il cambio dei cavalli, garantendo comfort ai viaggiatori diretti a Siracusa.
Terme romane con calidarium, tepidarium e suspensurae per il riscaldamento.
Secondo il Prof. Holm, la Plaga Calvisiana si estendeva per almeno otto-dieci miglia, forse 250 Kmq, inglobando l'intero entroterra gelese (i campi geloi ricordati da Virgilio), ovvero l'antico territorio della Gela ellenica.
Foto fatta dagli studenti nel corso della visita del sito archeologico . Nella foto ciò che rimane in superficie in corrispondenza dell'ubicazione ipotizzata della mansio e panorama sulla piana di Gela.

Prima visita documentata alla collina di Petrusa. Scoperta di sepolcreto e tegole con bollo GALBA. Il Prof. Paolo Orsi da la certezza che sulla collinetta chiamata Petrusa sorse l'antica Calvisiana.

Pietro Paolo Orsi (Rovereto, 17 ottobre 1859 – Rovereto, 8 novembre 1935) è stato un archeologo italiano
Preside del Liceo - Ginnasio A. Lo Piano di Niscemi nel suo libro "Plaga Calvisianis" scrive : "I più vecchi ricordano ancora i ruderi di antiche fabbriche, le mura cadute e la collinetta coperta di pietre bruciacchiate (perchè Calvisiana fu distrutta dai saraceni) . Molti ricordiamo ancora il magnifico pavimento a mosaico che fino a 40 anni addietro serviva per aia. Ma la Petrusa è una terra fertile , e gli industriosi contadini di Niscemi con assiduo lavoro hanno sgombrato tutte quelle macerie , gettandone le pietre nel vicino Maroglio."
L'archeologo rumeno , naturalizzato italiano visita Petrusa, Arcia e Priolo producendo documentazione di strutture e materiali romani. Nonostante la sua fama sia legata a Niscemi per la scoperta del villaggio Castellucciano, gli studi topografici di Dinu Adamesteanu, esperto di topografia antica, hanno permesso di inserire Petrusa in una visione storica più ampia. L'archeologo rumeno evidenziò come l'area di Niscemi mantenesse una rilevanza strategica anche in epoca romana, fungendo da punto di osservazione privilegiato lungo le rotte commerciali che collegavano la costa meridionale siciliana con l'entroterra cerealicolo.
Scoperta del complesso termale e identificazione della mansio romana e della terma.



Il terreno nel quale è ubicato il Sito archeologico di Petrusa viene venduto all'attuale Proprietario
Nuovi ritrovamenti fotografati durante il sopralluogo della classe 4AS



Metodo predominante: identificazione e rimozione ordinata delle unità stratigrafiche, procedendo dalle più recenti alle più antiche per ricostruire la sequenza temporale.
Rilievi topografici, disegni, fotografie dell'area. Georeferenziazione dei dati nelle Banche dati Heritage della Regione Siciliana.
Reperti catalogati e analizzati nel contesto: ceramiche, monete, oggetti metallici per determinare datazioni precise e comprendere attività umane.
Gli scavi condotti tra 1996 e 2000 hanno riportato alla luce la mansio, la mutatio e il complesso termale, utilizzando metodologie standard della Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta.


Dalla relazione tecnico-scientifica della dott.ssa Panvini (anno 2000), l'insediamento di Petrusa è stato riconosciuto come struttura con caratteristiche di edificio pubblico. Si tratta di un lungo portico (36 m x 6,60 m) provvisto di un'ala e di un vano quadrangolare identificabile come ipocausto con calidarium.
"Il complesso edilizio di Petrusa è la testimonianza di un'intensa frequentazione del sito dall'età tardo-antica a quella medievale."






Scavi del 2000 . Foto e Articoli forniti dalla vedova del Geometra Salvatore Ravalli. In alto gli scavi che hanno portato alla luce parte delle mura della mansio con la mansio con il complesso termale .

Il alto foto fatta in occasione dell'Evento Anno 2011 Intervento Antropico sul Sito (Lavorazione Agricola). Nella foto è visibile l'unico elemento visibile in superficie: la mutazio, la stazione dove venivano cambiati i cavalli
Nel 2023 il terreno dove è ubicato il sito archeologico viene venduto all'attuale proprietario .
Durante i sopralluoghi di Novembre 2025, gli studenti hanno documentato numerosi reperti in superficie, testimonianza della ricchezza archeologica ancora presente nel sito.










Mappatura dei reperti con spago e rullo metrico. Registrazione di posizioni esatte misurando distanze da punti fissi noti.
Calcolare ρ=massa/volume usando il metodo di Archimede per distinguere tipi di pietra e ceramica.
Misurare con teodolite il dislivello tra punti dei terrazzamenti.
A Petrusa si rileva la stratificazione culturale: dai culti agricoli pagani alla nuova religione cristiana. Questo passaggio non fu immediato: per lungo tempo convivenza e sincretismo caratterizzarono la vita religiosa, con elementi pagani che sopravvivevano accanto ai nuovi simboli cristiani. La cristianizzazione del territorio rurale come Petrusa fu cruciale per diffondere la nuova fede oltre le città, trasformando l’identità culturale e spirituale della Sicilia.
Riti funerari pagani
-Necropoli rurali: a Petrusa sono state rinvenute tombe di epoca romana, spesso con corredi funerari (ceramiche, lucerne, oggetti di uso quotidiano).
- Credenze: il defunto veniva accompagnato con offerte per il viaggio nell’aldilà, secondo la tradizione greco-romana.
- Simboli: erano comuni motivi legati alla fertilità e alla natura, riflesso della vita agricola.

Riti funerari cristiani
-Semplificazione dei corredi: con la diffusione del cristianesimo, le tombe diventano più sobrie, spesso prive di oggetti di lusso.
-Simboli cristiani: croci, iscrizioni con formule di fede (“in pace”, “dormit in Christo”), segno della nuova visione dell’aldilà.
- Comunità rurali: la sepoltura dei defunti diventa anche momento di aggregazione comunitaria, con rituali che rafforzano l’identità cristiana.
-Inculturazione: molte pratiche pagane (ad esempio feste agricole in memoria dei defunti) vengono reinterpretate in chiave cristiana, trasformandosi in celebrazioni liturgiche.
Lucerna ellenistica tipica pagana a vernice nera dagli scavi in
contrada Petrusa (Museo archeologico di Gela)

In alto la foto scattata dagli studenti di 4AS. Sembra trattarsi di due pilastri che segnano l'ingresso all'area dove erano ubicate la manzio e la stazio
I risultati degli studi condotti su Petrusa inducono a ipotizzare (vedi nota) l’esistenza di una strada minore collegata alle grandi arterie riportate nelle fonti itinerarie. Inoltre le ipotesi di esistenza di Petrusa vengono incoraggiate sia per la sua posizione strategica che per la fertilità del territorio, integrandosi nel sistema economico della Sicilia romana. La sua prosperità era radicata nell'agricoltura e in una rete commerciale ben sviluppata. Ecco allora le possibili ipotesi:
La fertile piana del fiume Maroglio rappresentava il cuore agricolo di Petrusa, con i prodotti tipici della produzione locale garantendo la produzione per il consumo e il commercio.
In questo contesto, Petrusa può essere considerato un importante snodo commerciale, collegando la costa all'entroterra facilitando lo scambio di prodotti agricoli e artigianali con insediamenti vicini come Gela
I ritrovamenti di ceramiche, incluse tegole con bolli come GALBA/CALVA, attestano una vivace attività produttiva locale o un importante centro di distribuzione di beni importati, cruciale per l'economia. Tale tesi verrebbe confermata dalla materia prima delle tegole , l'argilla, all'interno dei calanchi.
L'ipotesi della presenza di opifici per la produzione di terracotte potrebbe essere confermata dalla testimonianza dei nativi di Niscemi negli anni 1950-1960. Gli intervistati ricordano che in contrada Canale , quando erano bambini (anni 60-70), esistevano due fornaci di tegole e laterizi apparteneti ai signori Melfa e Saita e che la materia prima , l'argilla, veniva presa all'interno dei calanchi presenti nel territorio prossimo al paese.
A questa narrazione si aggiunge la consuetudine che avevano i loro genitori nel raccontare la leggenda della presenza di un grossissimo serpente chiamato "Biddina" che viveva all'interno di questi calanchi e che divorava i bambini. La leggenda aveva lo scopo di dissuadere i bambini nell'avventurarsi all'interno dei calanchi perché pericoloso.
Oltre agli scambi diretti, Petrusa potrebbe aver avuto relazioni con le altre città romane della Sicilia alimentando la prosperità di una vasta rete commerciale e culturale.
La matematica fornisce strumenti analitici essenziali per comprendere e ricostruire il sito archeologico di Petrusa: dalla geometria per rilievi precisi, fino ai modelli computerizzati per previsioni archeologiche.
Geometria e statistica per analizzare la distribuzione di manufatti. Comprendere organizzazione sociale e rotte commerciali antiche attraverso la mappatura digitale del territorio.
Mappatura accurata, calcolo di aree, ricostruzione tridimensionale dell'area di scavo utilizzando software specializzati come GeoGebra.
Utilizzo di Google Earth per analisi del territorio e identificazione di anomalie nel terreno che potrebbero indicare strutture sepolte.

Foto planimetrica ricavata dagli studenti con Google Earth

La fotografia aerea del sito archeologico di Petrusa permette di identificare la pianta delle strutture e di georeferenziare i reperti con precisione millimetrica.
Nel I secolo, l'architettura termale in queste zone rurali della Sicilia seguiva ancora modelli funzionali e legati alla viabilità, piuttosto che bioclimatici:
CuriositàProprio a Petrusa sono stati ritrovati i bolli sulle anfore dei Praedia Galbana. Questo confermerebbe che nel I secolo il sito era un centro di produzione agricola statale, dove le terme servivano principalmente al riposo dei funzionari e dei soldati incaricati della gestione del grano.
Il software GeoGebra 3D Calculator permette di creare ricostruzioni tridimensionali delle strutture archeologiche basate sui dati topografici raccolti.

In alto . Pianta ricostruita sulla foto aerea di Google Earth.
La differenza cruciale tra il I e il III secolo a Petrusa sta nel passaggio da un'economia di "fattoria padronale" a quella del grande latifondo imperiale:

A sinistra . Pianta di una Mansio romana tratta dall'estratto della Pubblicazione della Dott.ssa Panvini.
Si notano analogie con la probabile ricostruzione fatta con Google Earth.
Inoltre risulta interessante l'orientamento della struttura .:
Probabile orientamento della mansio romana I secolo d.C. Nord-Sud
Successive strutture costruite in epoca successiva , III secolo d. Cristo, epoca orientate con orientamento Nord-Ovest , Sud-Est.
Caratteristiche Architettoniche
Il sito di Petrusa si colloca lungo importanti assi viari romani. L'Itinerarium Antonini, documento tardo-romano (212-335 d.C.), documenta le strade esistenti e menziona la Mansio Calvisiana tra Hybla e Agrigento. In basso l'immagine che riporta gli itinerari romani di Sicilia nel III secolo d.C., è tratta dal libro Storia di Niscemi di Angelo Marsiano.

L'itinerarium Antonini è un elenco di strade e stazioni (una sorta di "stradario" romano) che cita e descrive il percorso della Via Selinuntina, una delle vie consolari romane in Sicilia, che sfruttava anche antiche direttrici greche
Acate - Niscemi: collegamento costiero-interno
Stazione di sosta e cambio cavalli
Niscemi - Butera: proseguimento verso nord
In basso la via Selinuntina link



La figura a sinistra riporta l'itinerarium Antonini facente parte della via Selinuntina
La figura a destra riporta un particolare della Mappa dei Cammini e della viabilità storica di Sicilia riguardante il territorio di Niscemi

Mappa costruita dagli studenti di 4AS. Riporta L'Itinerarium Antonini tra Hybla e Agrigento lungo il quale tra Acate e Butera si trovava la Mansio Calvisiana
Il sito di Petrusa si colloca lungo antiche vie di comunicazione romane, probabilmente il tratto V6-V7 dell'Itinerarium Antonini (Acate-Niscemi-Butera). Oggi la Via Francigena Fabaria Castelli , tracciata nel 1105 durante la dominazione normanna, ripercorre in parte questi tracciati storici.

"Scavi recenti condotti nella Petrusa di Niscemi hanno consentito di riportare alla luce un complesso termale, in parte sconvolto dai lavori agricoli, ma del quale sono ben riconoscibili il calidarium con il forno di combustione, il piano sorretto dalle suspensurae che permetteva la diffusione del calore nel sovrastante livello pavimentale."
— Dott.ssa Rosalba Panvini, Convegno "Itinerari di Età Romana nella Sicilia Centro-Meridionale" (2005)
Il Cuore Termale: L'Ipocausto Romano
L'innovativo sistema di riscaldamento a ipocausto era il segreto delle terme, permettendo di distribuire calore in modo efficiente e controllato attraverso pavimenti e pareti.
Questo ingegnoso meccanismo consentiva la creazione di ambienti con temperature differenziate, fondamentali per l'esperienza termale completa.

In basso a sinistra Il disegno , tratto da un estratto della pubblicazione della Dott.ssa Panvini. sembra riportare la pianta del forno e degli ambienti ipotizzati come , probabilmente, lo schema del cuore di una terma a destra.


Fonte di Calore: Fuoco e combustione nel praefurnium (forno) alimentato a legna.
Riscaldamento Ambientale: Conduzione e irraggiamento attraverso pavimento sollevato (pilae) che conduce calore dal basso.
Trasferimento: Convezione dell'aria calda e fumo che risalgono attraverso condotti a parete (tubuli).
Principio di Archimede: Spinta idrostatica presente nell'immersione nelle vasche.
Pressione Idrostatica: Pressione dell'acqua fornita dagli acquedotti per la distribuzione.
Vapore: Prodotto nel Caldarium o Laconicum per indurre la sudorazione terapeutica.





Gli studi della Dott.ssa Rosalba Panvini hanno svelato aspetti cruciali del sito di Petrusa, offrendo una visione più completa della vita e delle infrastrutture romane nella Sicilia centro-meridionale.
In occasione del Convegno "ITINERARI DI ETÀ ROMANA NELLA SICILIA CENTROMERIDIONALE" (2005) la dott.ssa Panvini facendo riferimento a due suoi articoli pubblicati sulla rivista Kokalos riporta:
Scavi recenti hanno riportato alla luce un complesso termale con un chiaro calidarium, il forno di combustione e il sistema di suspensurae. Adiacente, un vasto vano è stato identificato come tepidarium, confermando l'avanzata ingegneria romana.
Resti di strutture murarie esterne al complesso termale suggeriscono la presenza di una mansio. Questa stazione di posta offriva ristoro e cambio cavalli, evidenziando il ruolo di Petrusa come punto strategico lungo le rotte commerciali e di spostamento.
La scoperta di una strada lastricata, che collega Petrusa a Piano Camera (sede di un latifondo di Galba), propone l'esistenza di un asse viario minore ma vitale. Questa strada facilitava gli spostamenti all'interno delle proprietà e collegava il sito alle grandi arterie.

Foto fatte in occasione della visita della 4AS a Petrusa

Nelle Terme i Romani seguivano un percorso ben definito, un'esperienza che combinava igiene, relax e socializzazione, culminando in un ciclo di temperature calde e fredde per il benessere del corpo.
Nel I secolo d.C., epoca attribuita ai laterizi con i bolli GALB/GALBA ritrovati a Petrusa, le terme erano integrate nel tessuto urbano. Sebbene tecnologicamente avanzate, mantenevano dimensioni contenute e una divisione netta tra aree maschili e femminili.
Di seguito viene riportato il percorso in una terma del III d.C. che presenta gli spazi aggiuntivi della Palestra , Biblioteche , sale massaggi e aree di socializzazione rispetto a quella del I secolo d.C. le cui tappe sono riportate in bianco
Attività fisica per preparare il corpo alla sudorazione.
Spogliatoio dove si lasciavano gli abiti.
Ambiente tiepido per un graduale acclimatamento.
Bagno caldo e umido per la pulizia del corpo.
i
Stanza a calore secco per una sudorazione intensa.
Rinfrescamento e tonificazione in vasche di acqua fredda.
Biblioteche, massaggi e aree di socializzazione.
Con un carattere più grande vengono evidenziati gli ambienti già accertati della Terma di Petrusa delinea con chiarezza gli obiettivi verso cui orientare le future campagne di scavo. Tali indagini potrebbero essere volte a ricercare e provare l'esistenza di quegli spazi non ancora menzionati nella bibliografia scientifica o nelle relazioni congressuali, necessari per completare il canonico percorso romano: un’esperienza che combinava igiene, relax e socializzazione attraverso un ciclo di temperature calde e fredde. Tuttavia, l’analisi dell’impronta planimetrica — supportata dalla documentazione del Museo Civico di Niscemi — induce a una necessaria cautela interpretativa: le ridotte dimensioni della struttura sembrano infatti escludere la presenza di una terma romana del III secolo d.C. dotata dell’intera sequenza di ambienti tradizionali.
I BENEFICI DELLE TERME ROMANE
Le terme romane non erano solo luoghi per lavarsi, ma vere e proprie strutture dedicate al benessere completo della persona. Offrivano diversi benefici:
1. Benefici fisici e igienici
Le terme permettevano una pulizia regolare del corpo in un’epoca in cui le case private non avevano acqua corrente. Il calore del caldarium aiutava a rilassare i muscoli e aprire i pori della pelle, mentre il frigidarium tonificava e stimolava la circolazione. Le alternanze di caldo e freddo miglioravano la salute cardiovascolare e rafforzavano le difese del corpo.
2. Benefici per il rilassamento
Il percorso termale aiutava a ridurre la fatica fisica e mentale. Il calore e il vapore favorivano il rilassamento muscolare e mentale, simile a quello di una moderna spa.
3. Benefici sportivi
Le palaestre e le piscine permettevano l’attività fisica, fondamentale nella cultura romana. Dopo l’esercizio, i bagni aiutavano il recupero muscolare, proprio come oggi.
4. Benefici sociali
Le terme erano anche centri di incontro, dialogo e scambio tra persone di ogni classe sociale. Erano un modo per rafforzare la coesione sociale, migliorando i rapporti tra cittadini.
5. Benefici culturali
Alcune terme includevano biblioteche e sale lettura, rendendole spazi di cultura, riflessione e istruzione accessibili a tutti.
Per ricostruire la storia di Petrusa con maggiori dettagli, l'archeometria classica si affida a metodi di datazione assoluta e relativa. Integrando tecniche come il Carbonio-14, la Termoluminescenza e l'analisi stratigrafica, possiamo stabilire con precisione la cronologia dell'occupazione e delle modifiche strutturali del sito.
Data i reperti organici (legno, carbone) misurando il decadimento del Carbonio-14. Essenziale per collocare gli eventi preistorici e protostorici di Petrusa in una scala temporale assoluta, rivelando le prime fasi di insediamento.
Determina l'età di materiali cristallini come ceramiche e mattoni riscaldati. Misurando la luce emessa dopo il riscaldamento, data la cottura di manufatti e strutture, offrendo una cronologia precisa delle fornaci e delle fasi edilizie romane.
Basata sul principio che gli strati inferiori sono più antichi. Questo metodo relativo permette di stabilire la sequenza temporale degli eventi di deposito e delle fasi costruttive, fornendo un contesto cruciale per le datazioni assolute.
Questi approcci combinati sono fondamentali per creare una linea del tempo affidabile del sito di Petrusa, comprendendo le dinamiche di vita e trasformazione attraverso i secoli.
Ma queste procedure prevedono l'analisi dei di reperti portati alla luce tramite le indagini archeologiche tradizionali: gli scavi
Nel caso di Petrusa , per rispettare l'attuale ecosistema naturale sarebbe possibile intraprendere
Tecniche non invasive per "vedere" sotto terra, come ad esempio georadar, magnetometria. Con tali tecniche è possibile esplorare il sito senza danneggiarlo, rivelando strutture sepolte e fornendo datazioni precise. Tali tecniche non invasive , combinate con l'analisi stratigrafica mirata, rappresentano il futuro della ricerca archeologica.
L'obiettivo fondamentale dell'archeologia non invasiva è distinguere gli oggetti metallici moderni (chiodi, tubi) dalle strutture archeologiche (muri, fornaci)
.
I materiali riscaldati oltre 580-675°C (Temperatura di Curie) acquisiscono magnetizzazione permanente. Le fornaci del praefurnium, ripetutamente riscaldate, hanno "registrato" il campo magnetico terrestre.
Riscaldamento
l'argilla perde magnetizzazione preesistente
Raffreddamento
i domini magnetici si allineano al campo terrestre
Fossilizzazione
la magnetizzazione rimane bloccata permanentemente

Soglia termica per l'acquisizione della termorimanenza nei minerali ferrosi dell'argilla
La termorimanenza produce anomalie magnetiche molto più forti del terreno circostante

Acquisizione dei dati
Per creare la mappa, si delimita una griglia di misura (ad esempio 10m x 10m) e si utilizza un magnetometro per registrare l'intensità magnetica in nanoTesla (nT) su ogni nodo della griglia, mantenendo lo strumento a una distanza costante dal suolo (circa 30 cm)
Rappresentazione Visiva
Una volta raccolti i dati e calcolato il valore medio, si procede alla mappatura assegnando colori specifici per facilitare la lettura: solitamente il rosso indica valori magnetici alti, mentre il blu indica valori bassi. Vengono inoltre tracciate delle curve di livello magnetico per delineare i contorni delle anomalie
Il Georadar (GPR) utilizza onde elettromagnetiche ad alta frequenza per "vedere" sotto terra senza scavare. È uno strumento fondamentale per identificare le suspensurae dell'ipocausto e le strutture murarie sepolte.
L'antenna trasmittente genera impulsi ad alta frequenza (10 MHz - 2.5 GHz) diretti nel sottosuolo.
L'onda si propaga con velocità v=c/√εr, dipendente dalla costante dielettrica del materiale.
Quando l'onda incontra un'interfaccia, parte dell'energia viene riflessa verso la superficie.
L'antenna ricevente capta le onde riflesse. Il tempo di transito calcola profondità e forma.


L'integrazione delle mappe magnetometriche con i radargrammi rappresenterebbero il futuro della ricerca nel sito di Petrusa, consentendo di mappare l'organizzazione architettonica e il sistema di riscaldamento delle terme nel pieno rispetto dell'ecosistema naturale. Inoltre tale mappatura , integrata con l'analisi GIS e processi di modellazione 3D permetterebbero la visualizzazione virtuale del sito e i suoi antichi volumi.
Il Percorso del Bagnante Completo
Ricerca degli ambienti mancanti come l'apodyterium (spogliatoio) e il frigidarium (vasca fredda), per confermare se la terma seguisse lo schema canonico romano
Evoluzione Architettonica
Verificare se nel III secolo la struttura sia stata ruotata verso Sud-Ovest per sfruttare l'effetto serra, segnando il passaggio da una villa rustica funzionale a un grande latifondo monumentale
Opifici e Fornaci
Localizzare le aree di produzione dei laterizi (bolli GALB e CALV) sfruttando la presenza naturale di argilla nei calanchi, come suggerito dalle testimonianze orali locali e dai rilievi geologici
.
Le citazioni sono di natura contestuale e inseriscono i dati di Petrusa negli studi sul paesaggio agrario e gli insediamenti della Sicilia tra l'età ellenistica e quella romana.
Il sito di Petrusa è menzionato indirettamente attraverso la citazione degli scavi condotti dalla Soprintendenza Italiana (Rosalba Panvini) e pubblicati in sintesi internazionali.
Gli Studenti della 4AS Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, Niscemi
Bellissimo Simone, Meli Luciano, Di Dio Giulia, Ristagno Asia, Ristagno Francesco,
Virone Vittorio, Giugno Damiano, Emulo Carola, Stefanini Gabriele, Lo Presti Emanuele
I docenti del Consiglio di Classe 4AS a.s. 2025-2026,
Coordinatore Prof.ssa Sabrina Caruso


patrimonio-petrusa-0kwq2k1.gamma.site
Il Patrimonio Culturale come Ponte per il Futuro: Petrusa, un Viaggio nel Tempo
Gli Studenti della 4AS del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Niscemi presentano un viaggio attraverso secoli di storia, dalla contrada Petrusa alle radici della nostra identità culturale. Scopri il Progetto Esplora le Epoche La Plaga Calvisiana Le indagini archeologiche ll Comple

Il Patrimonio Culturale come Ponte per il Futuro: Petrusa, un Viaggio nel Tempo